Aggiornamento

Iperammortamento 2027: norme vigenti e promesse di manovra

Al 27 ottobre 2026 il regime copre già il 2027 e arriva al 30 settembre 2028. Proroga, rafforzamento e apertura ai canoni SaaS non sono ancora norme.

Situazione aggiornata al 27 ottobre 2026.

Parlare di “iperammortamento 2027” può generare un equivoco: gli investimenti effettuati nel 2027 sono già compresi nella disciplina approvata. L’annuncio del ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti riguarda una futura proroga e un rafforzamento della misura, ma al 27 ottobre non ha ancora prodotto nuove aliquote, nuovi requisiti o una diversa scadenza.

Per un’impresa che sta programmando l’acquisto di un centro di lavoro, un robot, una linea automatizzata o un software industriale, la distinzione è sostanziale. La convenienza di un investimento da completare entro settembre 2028 può essere calcolata sulle norme vigenti. Le eventuali novità della manovra 2027 devono invece restare fuori dal caso base finché non saranno inserite in un testo normativo approvato.

Il quadro al 27 ottobre 2026

Elemento Stato Contenuto verificato
Investimenti effettuati nel 2027 Vigente Sono già agevolabili nel periodo dal 1° gennaio 2026 al 30 settembre 2028
Maggiorazioni Vigenti 180%, 100% e 50% per scaglioni progressivi fino a 20 milioni di euro, calcolati per annualità
Procedura GSE Operativa Sono aperte le comunicazioni preventiva, di conferma e di completamento
Nuovo Testo unico dal 2027 Già approvato, con applicazione differita La disciplina confluirà nell’articolo 364 e gli Allegati IV e V diventeranno gli Allegati E e F
Proroga oltre settembre 2028 Annuncio politico Nessuna nuova scadenza è stata approvata
Rafforzamento della misura Annuncio politico Non sono stati definiti nuovi valori o scaglioni
Termine al 30 settembre 2029 Ipotesi giornalistica È una proposta riferita al confronto sulla manovra
Inclusione dei canoni SaaS Ipotesi giornalistica La disciplina vigente non agevola gli abbonamenti software come beni ammortizzabili

Il riferimento operativo resta la disciplina dell’iperammortamento introdotta dalla legge di bilancio 2026, integrata dal decreto attuativo e dai provvedimenti che hanno aperto le diverse funzioni della piattaforma GSE.

Cosa vale già per gli investimenti del 2027

La legge 30 dicembre 2025, n. 199 stabilisce che l’agevolazione si applica agli investimenti effettuati dal 1° gennaio 2026 al 30 settembre 2028. Il 2027, quindi, non dipende da una proroga da inserire nella prossima manovra: ricade già integralmente nel periodo agevolato.

La misura consiste in una maggiorazione del costo fiscalmente riconosciuto, utilizzabile nella determinazione delle quote di ammortamento o dei canoni di leasing finanziario. Non è un credito d’imposta e non genera un importo da compensare in F24. Una spiegazione del meccanismo e dei suoi effetti sul reddito imponibile è disponibile nella panoramica sull’iperammortamento 2026-2028.

Le maggiorazioni vigenti seguono scaglioni progressivi:

  • 180% sulla quota di investimenti fino a 2,5 milioni di euro;

  • 100% sulla quota oltre 2,5 milioni e fino a 10 milioni di euro;

  • 50% sulla quota oltre 10 milioni e fino a 20 milioni di euro;

  • nessuna maggiorazione sulla parte eccedente 20 milioni di euro.

Un investimento di 5 milioni di euro non riceve quindi un’unica percentuale: il 180% si applica ai primi 2,5 milioni e il 100% ai successivi 2,5 milioni. Il decreto attuativo precisa che gli scaglioni sono calcolati sugli investimenti completati in ciascuna annualità.

Sono compresi i beni materiali e immateriali nuovi presenti negli elenchi dell’Allegato IV e dell’Allegato V, purché ricorrano le condizioni previste dalla disciplina. Non esiste una maggiorazione autonoma e più elevata riservata ai software dell’Allegato V.

Sul cloud serve una distinzione ulteriore. L’Allegato V comprende anche software industriali che utilizzano capacità computazionali su cloud o soluzioni riconducibili al cloud computing. Restano invece fuori i canoni per servizi SaaS: l’abbonamento è normalmente un costo di esercizio, non il costo di acquisizione di un bene immateriale ammortizzabile. Dire che “il cloud è escluso” è quindi troppo generico; ciò che oggi non rientra nell’iperammortamento è il servizio in abbonamento, non ogni software dotato di funzionalità cloud.

Il 2027 non richiede una prenotazione generale entro dicembre 2026

La disciplina definitiva non limita l’agevolazione agli investimenti del solo 2026, con una consegna successiva subordinata a un ordine e a un acconto entro il 31 dicembre 2026. Il periodo agevolato arriva direttamente al 30 settembre 2028.

La procedura prevista dal decreto attuativo del 7 maggio 2026 comprende una comunicazione preventiva al GSE, una comunicazione di conferma e una comunicazione di completamento.

Dopo l’esito positivo della preventiva, la conferma deve essere trasmessa entro sessanta giorni. La comunicazione deve attestare il pagamento dell’acconto necessario a raggiungere il 20% del costo di acquisizione di ciascun bene. Il completamento dell’investimento deve avvenire entro il 30 settembre 2028 e la relativa comunicazione deve essere inviata entro il 15 novembre 2028.

La procedura è già operativa:

  • dal 12 giugno 2026 per le comunicazioni preventive;

  • dal 21 luglio 2026 per le comunicazioni di conferma;

  • dal 15 ottobre 2026 per le comunicazioni di completamento.

L’iperammortamento non è dunque una misura sospesa in attesa della legge di bilancio 2027.

Dal 2027 cambia il riferimento formale, non il beneficio

Dal 1° gennaio 2027 si applicherà il nuovo Testo unico delle disposizioni legislative in materia di imposte sui redditi, approvato con il decreto legislativo 19 giugno 2026, n. 117.

La disciplina confluirà nell’articolo 364. Dalla stessa data saranno abrogati i commi da 427 a 436 della legge n. 199/2025 e i relativi Allegati IV e V; i loro contenuti saranno ricodificati negli Allegati E e F del Testo unico.

L’articolo 364 riproduce il periodo dal 1° gennaio 2026 al 30 settembre 2028 e le maggiorazioni del 180%, 100% e 50%. Si tratta quindi di una ricodificazione già approvata, non di un nuovo incentivo: il cambio del riferimento normativo non modifica, da solo, la convenienza degli investimenti programmati per il 2027.

Che cosa ha annunciato Giorgetti

Il 12 ottobre Giorgetti, durante l’audizione sul Documento programmatico di finanza pubblica, ha dichiarato che l’iperammortamento sarà “non solo prorogato ma anche rafforzato”. È un’indicazione politica esplicita, ma non contiene i parametri necessari per aggiornare un piano industriale.

Il Documento programmatico di bilancio 2027, deliberato il 13 ottobre, prevede interventi aggregati per la competitività delle imprese, ma non menziona espressamente l’iperammortamento. Il documento rinvia la definizione puntuale delle misure al disegno di legge di bilancio.

Anche il calendario della manovra è cambiato. Il 25 ottobre era stato annunciato un passaggio in Consiglio dei ministri per martedì 27; il 26 ottobre l’approdo è stato indicato per mercoledì 28 ottobre. Al 27 ottobre, quindi, non c’è ancora un disegno di legge approvato dal Consiglio dei ministri dal quale ricavare nuove regole applicabili all’iperammortamento.

Le ipotesi circolate sulla stampa

Nelle anticipazioni giornalistiche è comparsa l’ipotesi di spostare il termine dal 30 settembre 2028 al 30 settembre 2029. Sono state inoltre riferite discussioni sull’apertura ai canoni SaaS e ai modelli di servitizzazione, nei quali il cliente acquista un servizio collegato all’utilizzo di un bene anziché il bene stesso.

Queste proposte non vanno confuse con l’attuale perimetro dell’Allegato V. Il software acquisito come bene immateriale ammortizzabile può già essere agevolabile quando rientra nell’elenco e rispetta i requisiti previsti. L’eventuale novità riguarderebbe invece i costi periodici per servizi e abbonamenti, oggi esclusi dal meccanismo dell’ammortamento.

Non sono stati pubblicati nuovi valori delle maggiorazioni, nuovi scaglioni o un articolato che definisca cosa significhi concretamente “rafforzamento”. L’estensione al 2029, i canoni SaaS e la servitizzazione restano pertanto ipotesi di manovra, non disciplina applicabile.

Come impostare oggi una decisione di investimento

Per un progetto che sarà completato entro il 30 settembre 2028, il piano economico può utilizzare la disciplina vigente, applicando gli scaglioni progressivi per annualità e la procedura GSE già operativa. Non è necessario attendere una nuova proroga per collocare l’investimento nel 2027.

Se il cronoprogramma porta invece oltre settembre 2028, il beneficio non dovrebbe entrare nel caso base. L’eventuale estensione al 2029 può essere rappresentata soltanto in uno scenario alternativo, da aggiornare quando sarà disponibile una disposizione normativa.

Lo stesso criterio vale per i costi SaaS: non diventano agevolabili perché la loro inclusione è stata discussa sulla stampa. Per contro, un software industriale non deve essere escluso automaticamente solo perché utilizza tecnologie cloud; occorre verificare la natura del costo e la sua riconducibilità ai beni immateriali elencati dalla legge.

Il dato più utile resta quindi anche il più semplice: il 2027 è già coperto. La manovra potrà cambiare ciò che accade dopo settembre 2028 o ampliare il perimetro del beneficio, ma fino all’approvazione di una nuova norma la programmazione deve partire dalle regole che esistono, non da quelle annunciate.

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