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Aggiornamento7 luglio 2026

Voucher Doppia Transizione 2026: regole diverse per territorio

L'8 luglio non coincide con un'apertura nazionale: Toscana Nord-Ovest avvia le domande, Lombardia e Modena la precompilazione. Regole e cumulo cambiano per bando.

Sommario

  1. Tre bandi, tre calendari
  2. Non tutti i progetti devono avere la stessa struttura
  3. Il regime de minimis va verificato per settore
  4. Cumulo con l'iperammortamento: possibile, ma non automatico
  5. Il vincolo del voucher 2025 cambia per territorio
  6. Checklist prima della domanda
  7. Fonti ufficiali

L'8 luglio 2026 non aprirà un unico Voucher Doppia Transizione valido per tutte le PMI italiane. Le Camere di commercio pubblicano bandi territoriali autonomi, con calendari, massimali, spese ammissibili e condizioni differenti.

Alla data editoriale del 7 luglio, l'8 luglio indica tre cose diverse: l'apertura effettiva delle domande in Toscana Nord-Ovest e la sola precompilazione per Lombardia e Modena. Presentare la misura come un bando nazionale uniforme rischia quindi di far sbagliare sia la data di invio sia il piano dei costi.

Tre bandi, tre calendari

Il confronto tra gli avvisi ufficiali mostra immediatamente le differenze.

Territorio Calendario annunciato Contributo Rapporto con il voucher 2025
Toscana Nord-Ovest Domande dalle 10 dell'8 luglio alle 18 del 17 luglio 50%; massimo di 5.000 euro per imprese sotto i 10 addetti e 10.000 euro per le altre Esclusione riferita al medesimo intervento e alle medesime spese già finanziate
Lombardia Precompilazione dall'8 luglio; invio dalle 11 del 28 luglio 50%; massimo di 10.000 euro Esclusi i beneficiari del Bando voucher digitali 4.0 Lombardia 2025
Modena Precompilazione dall'8 luglio; invio dal 7 al 18 settembre 50%; massimo di 7.000 euro Non aver ricevuto il voucher 2025 attribuisce punteggio, ma non è un requisito assoluto

Anche il requisito territoriale deve essere letto nel singolo avviso. Non è sufficiente essere una PMI italiana: l'impresa deve possedere la sede o l'unità locale richiesta nella circoscrizione della Camera che finanzia il progetto ed essere in regola con gli ulteriori requisiti camerali.

In Lombardia partecipano soltanto i territori delle Camere indicate dal bando. In Toscana Nord-Ovest il perimetro riguarda Lucca, Massa-Carrara e Pisa. Il bando di Modena è destinato alle imprese appartenenti alla relativa circoscrizione camerale.

Non tutti i progetti devono avere la stessa struttura

Un'altra differenza riguarda il rapporto tra acquisto di tecnologie, consulenza e formazione.

Il bando lombardo richiede entrambe le componenti: spese per tecnologie e spese di consulenza o formazione. Queste ultime devono rappresentare almeno il 30% e non oltre il 70% del progetto.

La stessa regola non può essere trasferita automaticamente alla Toscana Nord-Ovest. Il relativo avviso articola diverse categorie di spesa ammissibile senza imporre il rapporto lombardo del 30-70%. A Modena il progetto comprende tecnologie e servizi di consulenza o formazione, ma il bando non riproduce quella specifica percentuale.

Prima di costruire il preventivo occorre quindi partire dal testo territoriale. Un progetto ammissibile in una Camera può essere incompleto, sovradimensionato o fuori equilibrio in un'altra.

Il regime de minimis va verificato per settore

I voucher camerali sono concessi nell'ambito dei regolamenti europei sugli aiuti de minimis. Per la generalità delle imprese, il Regolamento UE 2023/2831 prevede un massimale di 300.000 euro per impresa unica su un periodo mobile di tre anni.

Quel limite non può però essere presentato come universale. Agricoltura e pesca sono disciplinate da regolamenti de minimis specifici, con condizioni e massimali differenti. Gli stessi bandi camerali richiamano i diversi regolamenti applicabili in funzione dell'attività dell'impresa.

Prima della domanda occorre controllare:

  • il settore effettivo dell'attività finanziata;
  • gli aiuti de minimis già registrati a favore dell'impresa unica;
  • i rapporti di controllo o collegamento rilevanti;
  • il regolamento europeo indicato nel bando;
  • la capienza disponibile alla data di concessione.

L'importo del voucher utilizza il plafond de minimis; l'iperammortamento, in quanto misura fiscale generale, non consuma quel plafond.

Cumulo con l'iperammortamento: possibile, ma non automatico

Per stabilire se il voucher si cumula con l'iperammortamento bisogna leggere due livelli di regole.

Il primo è il bando camerale. Nei tre avvisi esaminati è consentito il cumulo con misure fiscali generali, entro il limite del costo sostenuto. La conclusione vale per questi bandi e non deve essere estesa senza verifica a qualunque futuro avviso camerale.

Il secondo livello è la disciplina dell'iperammortamento. Il comma 431 della Legge 199/2025 ammette il cumulo con altre agevolazioni nazionali ed europee sui medesimi costi, purché non sia finanziata due volte la stessa porzione di spesa e non venga superato il costo sostenuto. La base della maggiorazione va inoltre determinata al netto delle sovvenzioni o dei contributi riferibili agli stessi costi ammissibili.

Se il voucher finanzia esclusivamente consulenza e formazione, mentre l'iperammortamento riguarda il macchinario, le basi restano distinte. Se il voucher copre anche l'acquisto del bene agevolabile, la quota di contributo attribuibile a quel bene deve essere considerata nella determinazione della base netta.

Non basta quindi sottrarre genericamente l'intero voucher dal progetto, né si può ignorarlo perché sarà liquidato dopo l'acquisto. Serve una ripartizione documentata del contributo tra le singole voci finanziate, coerente con domanda, concessione e rendicontazione.

Non esiste, allo stato delle fonti esaminate, una risposta dell'Agenzia delle Entrate dedicata al momento in cui nettizzare nell'iperammortamento un voucher camerale concesso o liquidato successivamente. È perciò opportuno evitare automatismi sulle sopravvenienze e impostare il calcolo sul contributo richiesto o ragionevolmente atteso, con il supporto del consulente e della documentazione di concessione.

Il vincolo del voucher 2025 cambia per territorio

Non esiste neppure un unico "aut-aut" con l'edizione 2025.

In Toscana Nord-Ovest il controllo riguarda il medesimo intervento e le medesime spese già finanziate. In Lombardia l'esclusione è soggettiva: resta fuori chi è stato beneficiario del corrispondente bando regionale 2025, anche prima di analizzare la singola fattura. A Modena, invece, non aver ricevuto il voucher 2025 dà due punti nella valutazione, ma il precedente beneficio non determina da solo l'inammissibilità.

Questa verifica va svolta prima dell'invio, insieme al controllo del territorio. Una regola ricavata da un bando non può essere usata per compilare la domanda di un'altra Camera.

Checklist prima della domanda

Per evitare errori conviene predisporre una scheda sintetica con:

  1. Camera competente e requisito territoriale;
  2. data di precompilazione e data effettiva di invio;
  3. percentuale e massimale del contributo;
  4. mix di spese obbligatorio;
  5. effetto di eventuali voucher ricevuti nel 2025;
  6. regolamento de minimis applicabile;
  7. quota del contributo riferibile a ciascun bene o servizio;
  8. eventuale sovrapposizione con la base dell'iperammortamento.

Il Voucher Doppia Transizione non pone, in assoluto, l'impresa davanti alla scelta tra contributo e maggiorazione fiscale. Impone però di leggere il proprio bando, separare i costi e nettizzare correttamente quelli condivisi. L'8 luglio è un punto di partenza diverso per ogni territorio, non una scadenza nazionale unica.

Fonti ufficiali

  • Bando Toscana Nord-Ovest 2026
  • Testo del bando Toscana Nord-Ovest
  • Bando Lombardia 2026
  • Testo del bando Lombardia
  • Bando Modena 2026
  • Testo del bando Modena
  • Regolamento UE 2023/2831
  • Legge 199/2025, comma 431

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