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Risorse/Definizione PMI

Definizione di PMI

Micro, piccola e media impresa secondo la Raccomandazione europea 2003/361/CE: i criteri che determinano l'accesso a Sabatini, ZES e alle agevolazioni in regime GBER.

Sommario

  1. 1. Cos'è una PMI
  2. 2. Criteri di classificazione
  3. 3. Imprese autonome, associate e collegate
  4. 4. Perché conta per le agevolazioni
  5. 5. Come si calcolano i parametri
  6. 6. Riferimenti normativi

1. Cos'è una PMI

La sigla PMI (Piccole e Medie Imprese) identifica le imprese che rispettano determinati limiti dimensionali in termini di occupati, fatturato e totale di bilancio. La definizione ufficiale è stabilita dalla Raccomandazione della Commissione europea 2003/361/CE del 6 maggio 2003, recepita nell'ordinamento italiano dal D.M. 18 aprile 2005.

Questa classificazione è vincolante per l'accesso a numerose agevolazioni nazionali e comunitarie: la Nuova Sabatini, i fondi POR-FESR, e in generale tutte le misure soggette al Regolamento (UE) 651/2014 (GBER), che modula le intensità massime di aiuto in funzione della dimensione dell'impresa.

Nota: anche il Credito ZES Unica differenzia le aliquote per piccola, media e grande impresa, secondo gli stessi parametri dimensionali definiti dalla Raccomandazione 2003/361/CE.

2. Criteri di classificazione

La Raccomandazione individua tre soglie dimensionali. Un'impresa rientra in una categoria se rispetta sia il limite di occupati, sia almeno uno dei due limiti finanziari (fatturato annuo oppure totale di bilancio).

CategoriaOccupati (ULA)Fatturato annuoTotale di bilancio
Micro impresa< 10≤ 2 M€≤ 2 M€
Piccola impresa< 50≤ 10 M€≤ 10 M€
Media impresa< 250≤ 50 M€≤ 43 M€
Grande impresa≥ 250> 50 M€> 43 M€

Attenzione: gli occupati si esprimono in ULA (Unità Lavorative Anno), cioè equivalenti a tempo pieno. Un dipendente part-time al 50% conta 0,5 ULA. Stagionali e interinali contano pro-quota.

Il criterio degli occupati è sempre obbligatorio. Per i due parametri finanziari basta rispettarne uno: un'impresa con 40 dipendenti, 8 M€ di fatturato e 12 M€ di totale di bilancio resta “piccola” (il fatturato è ≤ 10 M€, anche se il bilancio supera la soglia).

3. Imprese autonome, associate e collegate

La Raccomandazione non si ferma ai parametri della singola società: impone di verificare anche i legami con altre imprese. Si distinguono tre situazioni:

Autonoma

Nessuna partecipazione ≥ 25% in altre imprese, e nessuna impresa detiene ≥ 25% del suo capitale. I dati si calcolano solo sull'impresa stessa.

Associata

Partecipazione tra il 25% e il 50% (in una o nell'altra direzione). Ai propri dati si sommano quelli dell'impresa associata in proporzione alla quota detenuta.

Collegata

Partecipazione > 50%, oppure influenza dominante (controllo di fatto). I dati dell'impresa collegata si sommano al 100%.

Esempio: un'impresa con 30 dipendenti e 7 M€ di fatturato sembrerebbe “piccola”. Ma se è controllata al 60% da una società con 300 dipendenti, diventa collegata: i dati si sommano al 100% e l'impresa risulta “grande”, perdendo l'accesso alle agevolazioni riservate alle PMI.

Le soglie del 25% e del 50% si applicano sia alle quote di capitale sia ai diritti di voto. Le partecipazioni di società pubbliche di partecipazione, società di venture capital, business angel, università o centri di ricerca senza scopo di lucro, investitori istituzionali (compresi i fondi di sviluppo regionale) e autorità locali autonome (con bilancio < 10 M€ e < 5.000 abitanti) non fanno scattare lo status di impresa associata anche se raggiungono o superano il 25%, purché tali soggetti non siano collegati tra loro o all'impresa (art. 3, par. 2, lett. a–d, dell'Allegato alla Raccomandazione).

4. Perché conta per le agevolazioni

La classificazione PMI ha un impatto diretto sull'entità e sull'accessibilità delle agevolazioni:

AgevolazioneImpatto della dimensione
Nuova SabatiniRiservata esclusivamente alle PMI. Le grandi imprese sono escluse. Le micro e piccole imprese nel Mezzogiorno possono accedere alla Sabatini Sud (tasso 5,5%).
Credito ZES UnicaL'aliquota varia per dimensione: ad esempio, in Campania una piccola impresa ha il 60%, una media il 50%, una grande il 40%.
Iperammortamento 2026La maggiorazione non differenzia per dimensione: tutte le imprese accedono alle stesse aliquote (180% / 100% / 50%). Tuttavia le intensità GBER limitano le grandi imprese nel cumulo.
De minimisIl tetto di 300.000 € in tre anni (Reg. UE 2023/2831) si applica a tutte le imprese, ma le PMI sono i destinatari più frequenti.
GBER (Reg. 651/2014)Le intensità massime di aiuto agli investimenti regionali (art. 14) prevedono una maggiorazione del +20% per le piccole imprese e +10% per le medie, rispetto alla grande impresa.

5. Come si calcolano i parametri

I dati di riferimento sono quelli dell'ultimo esercizio contabile chiuso e approvato. Per le imprese di nuova costituzione (senza bilancio approvato), si utilizzano stime di buona fede effettuate nel corso dell'esercizio.

Occupati (ULA)

Si contano i lavoratori dipendenti (a tempo determinato e indeterminato), i soci-lavoratori, i proprietari-gestori. Non si contano: apprendisti con contratto di apprendistato, persone con contratto di formazione o di inserimento e lavoratori in congedo di maternità o parentale. Il calcolo è in ULA: un dipendente part-time al 60% = 0,6 ULA; un dipendente presente per 6 mesi = 0,5 ULA.

Fatturato annuo

Corrisponde alle vendite nette e alle prestazioni di servizi dell'ultimo esercizio, al netto di sconti, resi e IVA. Per le imprese che redigono il bilancio secondo gli IAS/IFRS si utilizzano i “ricavi” come definiti dagli standard.

Totale di bilancio

Corrisponde al totale dell'attivo dello stato patrimoniale (immobilizzazioni + attivo circolante + ratei e risconti). Non va confuso con il patrimonio netto.

Regola dei due esercizi: un'impresa cambia categoria (in alto o in basso) solo se supera o scende sotto le soglie per due esercizi consecutivi. Se un anno un'impresa piccola supera i 50 dipendenti ma l'anno successivo scende di nuovo sotto, resta piccola.

6. Riferimenti normativi

  • •Raccomandazione della Commissione 2003/361/CE del 6 maggio 2003 — definizione di microimprese, piccole e medie imprese (fonte primaria)
  • •D.M. 18 aprile 2005 (GU n. 238 del 12/10/2005) — recepimento italiano della Raccomandazione
  • •Regolamento (UE) n. 651/2014 (GBER) — Allegato I: definizione di PMI ai fini degli aiuti di Stato in esenzione
  • •Regolamento (UE) n. 2023/2831 — de minimis: tetto 300.000 € in tre anni
  • •Guida utente alla definizione di PMI (Commissione europea, 2020) — documento esplicativo con esempi pratici

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